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rimanda a Pilato, il quale, cedendo alle urla della folla aizzata, ratifica la sentenza capitale
(23, 1-25). Gesù, carico del legno, aiutato dal Cireneo e compianto dalle pie donne,
giunge sul Golgota dove è crocifisso tra due ladroni e muore perdonando ai carnefici
deicidi; Giuseppe d'Arimatea provvede alla sua sepoltura (23, 26-56).

b) Risurrezione (c. 24). - La mattina della domenica le pie donne trovano il sepolcro
vuoto, apprendono dagli Angeli la risurrezione del Maestro, la riferiscono ai discepoli
scettici (24, 1-12). Gesù appare prima ai due discepoli diretti ad Emmaus sotto forma di
pellegrino, poi a tutti gli apostoli adunati nel cenacolo investendoli della missione di suoi
"testimoni" nel mondo (24, 13-19). E recatosi fuori, sale verso il cielo (24, 50-53).

«L. stesso ci dice (1, 3) di aver fatto ricerche ed aver preso informazioni sui fatti e detti
di Gesù presso coloro che vi si erano trovati presenti. Fra questi informatori, nei primi capi
specialmente, si può ancora sentire la voce soave della madre stessa di Gesù (cf. 2,
19.51). Con tali ricerche da sì pure fonti attinse L. tanta copia di notizie da lui solo
tramandateci, che quasi la metà del suo vangelo (514 v., su 1151) non ha riscontro negli
altri, ca. un terzo dei miracoli e i tre quarti delle parabole (18 su 24), che riporta, gli sono
esclusivamente propri. Delle fonti scritte, usò certamente di Mc., da lui seguito in tre
lunghi tratti della vita pubblica del Signore: 4, 31-6, 19 (Mc. 1, 21.3, 19); 8, 4-9, 50 (Mc. 4,
1-9, 40); 18, 15-21, 38 (Mc. 10, 14-13, 37) e la fedeltà con la quale ne riferisce la
sostanza, pur imprimendovi per la scelta, la dicitura e l'ordine, il suo stampo personale, ci
è caparra della sua sincerità nell'uso delle altre fonti non scritte o perdute. Ma da s. Paolo
ebbe il vangelo di L., se non la prima spinta, certo la sua caratteristica: l'universalità della
religione, la salvezza aperta ai pagani, la inesausta misericordia divina...» (A. Vaccari).

L. scrisse per i Gentili convertiti; e dedicò il suo scritto a un bravo e nobile cristiano di
nome Teofilo.

[G. T.]

BIBL. - M. J. LAGRANGE, Ev. selon s. Luc, 3a ed., Parigi 1927; L. MARCHAL, nella Ste
Bible (ed. Pirot, 10). ivi 1946, pp. 1-292; A. VACCARI, La S. Bibbia, VIII, Firenze 1950, pp.
189-284; A, VALENSIN - J. HUBY, Vangelo sec. S. Luca (Verbum Salutis), trad, it.,
(Studium) Roma 195.6; J. SCHMID, L'Evangelo sec. Luca, trad. it., (Morcelliana) Brescia

1957; R. LAURENTIN, Structure et théologie de Luc, I-II (Etudes Bibliques), Parigi 1957.

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